Favole moderne

Bellissimo questo post, ricorda una favola triste di Gianni Rodari, quelle che leggi da bambina e poi non rileggi più... Impossibile non fare copia/incolla.

Il post originale lo trovate su questo Blog.

Stefania era una persona inutile. Lo pensavano tutti ma quasi sempre senza metterci la cattiveria.

Se aspettava il turno in fila per pagare il giornale, per chiedere la medicina, per ordinare il caffè, oh: le passava sempre davanti qualcuno. Magari le diceva ommiscusi, mica l'avevo vista. Proprio perché non c'era l'intenzione. Magari quel qualcuno ero io, per dire ...
Oppure, se si parlava, il suo intervento veniva coperto da un'altra voce, anche solo di un pochino più prepotente. Ma mica lo faceva apposta, era un fatto istintivo.

Dai e dai, Stefania aveva deciso che fosse normale: così come si hanno gli occhi verdi o i piedi piatti, lei era invisibile.
L'equivoco sta nel credere che essere invisibili significhi non valer nulla.
Il grande tranello della vita: sei invisibile, sei inutile.
E dunque Stefania mandava sms a cui quasi nessuno rispondeva. Mandava solleciti, mail; faceva bene quasi tutto, anche se ciò non aveva alcuna rilevanza.

Era graziosa? Credo di si, ma ne non ho le prove.
Lei sapeva che non veniva praticamente mai preso in considerazione nulla di sé. E aveva imparato a vivere nonostante la sua inutilità.
Posso ben credere che fosse una vita difficile. Potete pensarlo anche voi: se vi concentrate, staccandovi da voi stessi ed entrando in un'altra vita, per un attimo.

Un bel giorno ha preso la rincorsa.
Giuro, ero per strada e l'ho vista con questi occhi qua.
Ha preso una rincorsa ma di quelle e si è anche tenuta con la mano la borsetta, per evitare che cadesse. Aveva i dorsi bianchi bianchi, mi è rimasto impresso. Nel senso, facevano contrasto con la giacca scura. Poi si è messa a volare. Ma fischia...volare mica per finta. Teneva le braccia aperte a T, educatamente guardando avanti. Saliva, lenta ma ordinata. Saliva, lenta ma progressiva. Fino a scomparire.
Ho cercato il cellulare ma si sa, in questi momenti di confusione non si riesce mai ad afferrare in tempo e perciò ho fatto la foto a un puntino tra coppi e antenne e non mi crede nessuno.
Ma è lei, me la vedo a memoria: in cima alla punta del cielo.

Si chiamava Stefania e lavorava giù in fondo alla via, altro non so.

La mente è come un paracadute:
funziona solo se si apre
(Albert Einstein)

Bigliettini chiudi-pacco

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Dai poco quando doni ciò che hai
Quando doni te stesso, solo allora dai veramente
(Kahlil Gibran)