Due parole su ... Via Torino


Allargata e rettificata nella forma attuale nel 1868, unificando alcune antichissime contrade ambrosiane, la via percorre un tratto della città una volta animato dalle botteghe degli artigiani specializzati, dei pennacchiari (coloro che commerciavano piume) e dai mercanti di pollame che si ritrovavano tre volte alla settimana nel mercato della Balla o Palla per vendere pollame, olio e latticini.

Più tardi sede di alberghi di prestigio, che vantarono la presenza di ospiti illustri quali Stendhal, Goldoni, Casanova, il rumore della via era anche quello delle risse provocate dagli individui poco raccomandabili che frequentavano la contrada Malcantone (ora via Unione), e quello delle processioni che partivano dalle numerose chiese che si snodano tuttora lungo il suo tracciato.

L'intitolazione al capoluogo piemontese voleva essere un omaggio alla città che era stata capitale del Regno di Sardegna e prima capitale d'Italia.    
Per il mercante anche l'onestà è una speculazione
(Charles Baudelaire)

Due parole su ... Via Dante


La centralissima via Dante, qui in una fotografia di inizio Novecento, con i suoi ricchi negozi e gli eleganti locali pubblici.

Già a partire dagli anni Venti la si vedrà percorsa da un intenso traffico veicolare e pedonale in cui avranno rilevante presenza i numerosi tram, spesso sovraccarichi di passeggeri.

Sullo sfondo compare la "nuova" Torre del Filarete, inaugurata nel 1905, ricostruita in base a disegni del XVI secolo e dedicata a re Umberto I di Savoia, assassinato pochi anni prima.    
Per avere sentimenti nobili
non è necessario essere nati nobili
(Charles Lamb)

Due parole su ... Via Meravigli


Antica contrada del centro storico, collega Piazza Cordusio con il corso di Porta Vercellina (oggi Corso Magenta). Prese il nome da un casato milanese, la famiglia "dei Meravigli", di origine popolare e poi nobilitata da Ottone Visconti, che qui aveva case e possedimenti da tempo immemorabile.

La via ospita due importanti istituzioni meneghine: la Camera di Commercio di Milano, in un palazzo eretto nel 1876, e la Libreria Milanese, punto nevralgico della editoria ambrosiana.    
La famiglia è un collegamento con il nostro passato
e un ponte verso in nostro futuro
(A. Haley)

Due parole su ... la Casa Rossa


Qui in una foto del 1890, progettata dall'Ingegnere Gaetano Casati e ubicata nei pressi di Porta Orientale, l'edificio rispecchiava, così come le "Case Veneziane" l'ancora vivace "spirito risorgimentale" applicato all'architettura, espresso qui attraverso l'uso, nelle facciate, del cotto a vista, decorato con iscrizioni, statue e bassorilievi ispirati a vicende e protagonisti della seconda guerra d'indipendenza.

L'edificio venne demolito nel 1928 e sostituito dall'attuale palazzo in corso Venezia 37.    
Una casa può trasmetterci uno stato d'animo
che siamo incapaci di crearci da soli ma a volte
l'architettura più nobile può fare per noi
meno di una siesta o un'aspirina
(Alain de Botton)

Due parole su ... i Giardini Pubblici


Nella seconda metà del secolo XVIII l'area era un grande appezzamento di terreno leggermente depresso suddiviso in orti coltivati in affitto.

I Giardini Pubblici furono iniziati nel 1857 ampliando il parco annesso al settecentesco Palazzo Dugnani e incorporando i bastioni di Porta Orientale, di età spagnola. Disegnati dall'architetto Balzaretti seguendo la moda dell'epoca del giardino paesaggistico all'inglese, con alture, ruscelli e laghetti artificiali. Costarono la demolizione dell'antica basilica di San Dionigi.

L'annesso zoo venne chiuso, in seguito alle richieste degli ambientalisti, nel 1992. 
La città non è una giungla di cemento
ma uno zoo umano
(Desmond Morris)

Due parole su ... le Case Veneziane


Qui in una foto del 1860, furono erette in piazza San Babila, nei primi anni Sessanta dell'Ottocento, dall'architetto Achille Jordani, in uno stile volutamente veneziano per ricordare degnamente il capoluogo veneto.

Il richiamo ai simboli dell'irredenta città lagunare era rafforzato dalla presenza, al centro della piazza, delle seicentesca "colonna del Leone" e dal fatto che la strada che si dipanava da San Babila era la principale direttrice per Venezia.

Si narra che il leone, dalle sembianze veneziane, fosse stato lasciato in piazza San Babila come bottino di guerra e come testimonianza dell’attacco inflitto ai milanesi da parte dei veneziani. I palazzi furono poi demoliti nel secondo dopo guerra.    
E' leone chi e' figlio di leone
(libro del Talmud)

Due parole su ... San Giovanni in Conca


La chiesa di San Giovanni in Conca di Piazza Missori, nata in epoca paleocristiana, distutta e riedificata più volte, venne sconsacrata agli inizi dell'Ottocento, per essere adibita, come tante altre nello stesso periodo, a caserma, officina e magazzino.

Successivamente mutilata, nel 1949 venne definitivamente abbattuta, sacrificata per aprire una via di collegamento tra Via Larga e Piazza Missori.

Oggi ne sopravvivono pochi e tristi ruderi; nel sottosuolo conserva una splendida cripta altomedioevale, raramente visibile.
Le buone intenzioni sono state la rovina del mondo
(Oscar Wilde)

Due parole su ... Via Rastrelli


Qui in una foto del 1933, è la via milanese che costeggia la propaggine Sud-occidentale del Palazzo Reale, tra Piazza Diaz e Via Larga.

La tradizione vuole che il toponimo derivasse dall'uso, in vigore al tempo dei Visconti, di chiudere i capi della strada con cancelli ("rastrelli") di ferro, così da farne una sorta di cortile privato annesso alla residenza viscontea. La contrada dei Rastrelli, a quel tempo, era molto piu' estesa, non esistendo né l'Arengario nè via Marconi.    
Ad ogni cancello la primavera
comincia dal fango sui sandali
(Kobayashi Issa)

Due parole su ... il Rebecchino

Il Rebecchino, qui in una foto del 1860 circa, era un antico isolato di Milano situato nell'attuale perimetro di Piazza del Duomo.

Il nome originale pare fosse "Isola de' Fondegari" (isolato dei droghieri), cui si sostituì quello di Rebecchino da un noto albergo. Il nome pare derivasse dall'insegna, che raffigurava una piccola ribeca, strumento a tre corde della famiglia del violino.

La demolizione dell'isolato fu attuata nel 1875 quando alle spalle era stato appena ultimato il lungo palazzo a portici che tuttora fronteggia la galleria.  
Tutto ciò che è moderno viene, prima o poi, superato
(Oscar Wilde)

Hanadeka stickers

(Clicca sull'immagine per ingrandirla)

Da usare come chiudipacco o, se stampati su carta adesiva, come stickers decorativi.
Il grande silenzio dei cani ci consola
delle futili parole degli uomini
(Chaumont)

Scaldacollo a punta

Gli scaldacollo sono accessori molto comodi e carini ma se non si è abbottonati bene ... si prende un po' freddo.

Esecuzione:
Avviare 70 maglie con filato doppio su ferro circolare:
1° ferro: dritto
2° ferro: rovescio
da 3° a 9° ferro: tutto dritto
10° ferro: effettuare i passanti lavorando 2 maglie insieme e una maglia gettata per tutto il ferro
dal 11° al 19° ferro: dritto
20° ferro: rovescio
21° ferro: chiudere 35 maglie e proseguire il lavoro in piano a dritto
dal 22° ferro in poi: scalare 1 punto ad ogni ferro lavorando i primi 2 punti insieme e mantenendo la lavorazione delle prime e delle ultime 3 maglie a punto legaccio. Chiudere quando sul ferro rimarra solo un punto.
Realizzare il cordoncino (istruzioni qui) per il collo e applicare la frangia sulla punta.
Il dolore e il freddo si dimenticano
i bei ricordi restano avvolti nella magia della giovinezza
(Max Pezzali)

Sette ricette

Sette ricette facili facili proposte dalla trasmissione "Cotto e mangiato" di Benedetta Parodi. Probabilmente sono tra le più semplici, ma non meno golose, comunque sono tutte da provare.

TAGLIATELLE PANNA E ZAFFERANO
Tagliatelle con panna e zafferano
Tagliatelle all'uovo
1 confezione di panna da cucina
1 bustina di zafferano
sale
formaggio grana

Mettere a cuocere le tagliatelle in acqua salata. Versare la panna lo zafferano e il sale in una padella e scaldare dolcemente mescolando fino ad ottenere una morbida crema gialla. Scolare le tagliatelle e burrarle nella padella facendo saltare il tutto sul fuoco. Spolverizzare con il grana.
FUSILLI AL PATE' D'OLIVE
Fusilli
200 gr di robiola o ricotta
3 cucchiaini di pate' d'olive
pomodorini ciliegini
basilico fresco
sale

Cuocere i fusilli in acqua salata. Mescolare in una ciotola il formaggio con il pate' fino ad ottenere una cream omogenea. Scolare la pasta ed aggiungerla alla crema aggiungendo un po' di acqua di cottura e e i pomodorini freschi tagliati a metà insieme alle foglie di basilico.
FAGOTTINI GOLOSI
1 confezione di pasta sfoglia
Nutella
1 pera
1 tuorlo d'uovo
latte

Sbucciare la pera , privarla del torsolo e dividerla in otto. Sstendere la pasta sfoglia e dividerla in 8 triangoli. Nel mezzo di ciascuno mettere un cucchiaio di nutella e un pezzo di pera. Chiudere bene i triangoli e sigillare i bordi. Sbattere i tuorlo con un po' di larre e spennellare bene i fagottini. Infornare a 180° fino a che non diventeranno dorati e gonfi. Lasciare intiepidire.
MELONE AL PORTO
1 Melone, maturo e dolce
1 bottiglia di Porto
cubetti di ghiaccio

Tagliare il melone a pezzetti e sistemarli nei bicchieri con un cubetto di ghiaccio. Riempire il bicchiere con il porto freddo di frigirifero ricoprendo tutto il melone. Servire ben ghiacciato accompagnato, se gradito con un bel piatto di prosciutto crudo.
PANINO DOLCE
1 Pan brioche
Nutella
biscotti secchi
panna montata

Farcire il panino dolce con la Nutella, i biscotti secchi sbriciolati e la panna montata.
PESCHE AL MOSCATO
(queste le facevano anche i miei nonni !!)
Pesche
Moscato
zucchero
lamponi

Sbucciare e tagliare le pesche a pezzetti. Riempire in coppette singole annegandole nel moscato e spolverandole con lo zucchero. Guarnire con lamponi o eventualmente con una pallina di gelato alla crema.
MERENDA DELLA NONNA
1 tuorlo d'uovo
3 cucchiaini di zucchero
3 cucchiaini di caffè/cacao amaro
3 amaretti sbriciolati

Versare il tuorlo in una tazza insieme allo zucchero e sbattere molto bene il composto finchè non diventa bianco. Aggiungere il cacao o il caffè e mescolare ancora. Spolverizzare la superficie con gli amaretti sbriciolati con il mixer e mettere in frigo per qualche ora prima di servire.
Solo gli imbecilli non sono ghiotti
(G. de Maupassant)

Dieta o non dieta?




Il tessuto adiposo è formato dall'80% di grasso, 10% di proteine e 10% di acqua circa. Si parla quindi di circa 800 grammi di grasso per ogni chilogrammo di peso. Poiché 1 grammo di grasso ha in sé 9,45 calorie, in ogni chilogrammo di peso corporeo ci sono quindi circa 7500 calorie.

Servono circa 26 Kcal al giorno (*) per mantenere in vita ogni chilogrammo del nostro peso corporeo. Definito quindi il proprio peso corporeo adeguato, tutto ciò che viene introdotto in più determina aumento di peso.

Facendo due rapidi calcoli ( 26 Kcal * peso corporeo ideale) si determina velocemente il fabbisogno calorico giornaliero e calcolando il proprio eccesso di peso (peso attuale - peso ideale) * 7500 Kcal si ottiene il numero di calorie da smaltire per raggiungere il peso ideale.
 
Indice di Massa Corporea - L’IMC (peso / altezza in metri al quadrato) è una condizione sufficiente per avere un fisico forte e magro. Per gli uomini non deve essere superiore a 22 e per le donne a 20.
C'è da dire però che l'IMC non distingue fra muscoli e grasso. Potrebbero esserci due soggetti con lo stesso IMC, ma uno è un campione di body building e l'altro è un obeso.
 
Un metodo ancor più preciso per determinare il peso forma consiste nel calcolare la massa magra partendo dalla statura e da alcune circonferenze corporee, secondo la formula sviluppata da Wilmore e Behnke:
 
Uomini Fat Mas (%) : 495 / {1.0324 - 0.19077 [log(vita-collo)] + 0.15456 [log(statura)]-450
 
Donne Fat Mas (%) : 495 / {1.29579 - 0.35004 [log(vita+fianchi-collo)] + 0.22100 [log(statura)]} - 450
 
Raffrontando il risultato ottenuto con i valori presenti nello schema qui sotto si può avere un'idea del proprio livello di forma fisica.
 
- Peso minimo, pericolo per la salute = UOMINI: 2% - 4% DONNE: 10% - 12%
- Forma atletica = UOMINI: 6% - 13% DONNE: 14% - 20%
- Buono stato di fitness = UOMINI: 14% - 17% DONNE: 21% - 24%
- Al di sopra della media = UOMINI: 18% - 25% DONNE: 25% - 31%
- Obesità = UOMINI: ≥ di 26% DONNE: ≥ di 32%
 
É necessario porsi come obiettivo la minima percentuale di massa grassa compatibile con uno stato di buona salute. Per i soggetti maschili, tale valore non dovrebbe scendere al di sotto del 3-5% (già a questi livelli si registra una maggiore suscettibilità alle infezioni), mentre nelle femmine il grasso primario dovrebbe collocarsi almeno al di sopra del 12%.
 
(*) Il fabbisogno calorico giornaliero è: in caso di vita sedentaria, 600 (per le donne 540) * (l’altezza in m al quadrato).Si deve subito precisare che i valori 600 e 540 sono medie sulla popolazione. Ciò vuol dire che valgono per la maggioranza di noi. Per alcuni individui possono essere leggermente superiori o leggermente inferiori, ma MAI molto inferiori o molto superiori!
Io per la mia salute farei qualunque cosa
tranne dieta e moto
(O. Wilde)