C'era due volte il Barone Lamberto - Gianni Rodari

 
Il vecchio e ricchissimo novantaquattrenne Barone Lamberto vive in una villa sul lago d'Orta, nell'isola di San Giulio con il fedele maggiordomo Anselmo. Anziano e affaticato, il Barone per sostenersi si appoggia a dei bastoni col pomo d'oro, è calvo, magro e con la faccia pallida da tartaruga. Il Barone possiede molte altre case e 24 banche sparse per il mondo; soffre 24 malattie che solo Anselmo ricorda tutte a memoria, annotandole in un taccuino in ordine alfabetico.
Il maggiordomo Anselmo, persona molto ordinata, tiene e aggiorna una lista molto precisa di tutte le 24 malattie, vere o presunte, di cui soffre l'anziano Barone, numerate dall'uno al ventiquattro, con a fianco di ognuna l'annotazione della medicina per curarla e l'orario in cui bisogna prenderla. Il maggiordomo porta sempre con sé un ombrello al braccio perchè gli è affezionato in quanto suo padre faceva l'ombrellaio.

Un giorno d'inverno il barone decide di andare in Egitto a passare la stagione invernale nella sua casa al Cairo. Qui, Barone e fidato maggiordomo conoscono un vecchio santone che rivela loro le testuali parole: "L'uomo il cui nome è pronunciato resta in vita", tratte da un antico proverbio egiziano, che il Barone prenderà davvero alla lettera.
Convinto di trovare rimedio alla sua vecchiaia infatti decide di provare e, una volta tornati in Italia, Lamberto e Anselmo scelgono accuratamente e assumono sei persone: Delfina, il sig. Armando, il sig. Giacomini, la signora Zanzi il sig. Bergamini e la signora Merlo. Esse avranno il compito (per il quale sono lautamente ricompensate con stipendio pari a quello del Presidente della Repubblica, pasti da re, palestra attrezzata per tenersi in forma e caramelle a volontà per schiarirsi la preziosa voce), nascosti nella soffitta della villa, di ripetere senza sosta, 24 ore al giorno, a turni di un'ora di giorno e due ore di notte ciascuno, in gran segreto, in modo chiaro e corretto e con una adeguata pronuncia, il nome del Barone.

Questo è il meccanismo che da adesso in poi tiene in vita il Barone. Per controllare che il lavoro venga correttamente svolto vengono messi microfoni in tutta casa (nel pianoforte, sotto al guanciale del letto, tra i cuscini del divano, ecc), a cui nell'arco della giornata Barone e maggiordomo accedo regolarmente. La loro voce infatti si diffonde in tutto il palazzo attraverso questo sistema di microfoni. Basta accenderne uno a qualunque ora del giorno per sentire i suoi dipendenti ripetere "Lamberto Lamberto Lamberto ...".
Già dal giorno dopo il Barone Lamberto si sveglia con un nuovo capello, ricciolo e biondo, sul cranio ormai calvo da quarantacinque anni e dopo qualche tempo, il suo corpo comincia inspiegabilmente a ringiovanire. A questo punto Anselmo e il Barone verificano la guarigione, taccuino alla mano, di tutte le malattie di cui soffriva il Barone. Lamberto ringiovanisce fino a sembrare un trentacinquenne e la sua morte, così vicina prima del viaggio in Egitto, sembra allontanarsi sempre di più, per lasciare spazio a una seconda giovinezza che il Barone trascorre praticando ogni tipo di attività fisica, immersioni subacque e pugilato compreso.

Mentre il lavoro incessante dei sei dipendenti continua freneticamente nella soffitta della villa, dopo qualche tempo bussa alla porta il nipote del Barone, Ottavio, unico suo familiare ancora in vita, uomo poco propenso al lavoro, facile a perdere soldi al gioco e assetato di eredità. Questo vedendo lo zio così ringiovanito da faticare a riconoscerlo inizia a tramarne l'omicidio. Per due notte consecutive tenta di uccidere lo zio ma la mattina successiva, inspiegabilmente, viene risvegliato dall'allegro e inconsapevole canto di quest'ultimo, sano come un pesce nonostante le violente incursioni notturne del nipote.
Un pomeriggio Ottavio, disperato, gironzolando per la villa in cerca di soluzioni, trova il microfono del pianoforte, dimenticato aperto, trasmettere una voce gentile che ripete continuamente "Lamberto Lamberto Lamberto…". Seguendo il percorso dei cavi raggiunge la soffitta e incontra Delfina che gli racconta lo strano lavoro per il quale lei e gli altri 5 colleghi vengono pagati.
Ottavio intuisce che quello strano lavoro ha a che fare con la strana longevità dello zio e si procura, sotto falso nome, un sonnifero dal medico della zona. Dopo la visita al dottore, rientrando in villa con il motoscafo dello zio, Ottavio avverte dei movimenti strani ed il barcaiolo Duilio lo avverte che l'isola di San Giulio è stata sequestrata da dei banditi. Approdato alla villa viene infatti accolto da banditi armati di mitra che lo conducono a casa.

I banditi, i cosiddetti Ventiquattro Elle (24 loschi individui di nome Lamberto), un gruppo senza scrupoli che ha preso in ostaggio il barone, chiedono ventiquattro miliardi di riscatto, uno per ogni banca da lui posseduta. Il Barone non s'intimorisce e promette alla banda il denaro richiesto. A tal scopo Anselmo viene mandato dall'altra parte del lago a cercare il barcaiolo Duilio per ordinare le provviste richieste dalla banda per affrontare il periodo di prigionia, ma soprattutto a dare disposizioni al Sindaco affinchè contatti per conto del Barone le 24 Banche.
I 24 direttori delle Banche, giunti sul Lago accompagnati dai loro 24 segretari, convinti che il prigioniero sia solo un impostore, rifiutano di consegnare il denaro ed i banditi, per essere più persuasivi, spediscono loro un orecchio del Barone. L'orecchio, esaminato da un medico, però viene attribuito ad un uomo di circa 35/40 anni, e quindi, non corrispondente all'anziano Barone. Stessa sorte tocca al dito indice, anch'esso spedito ai Direttori, ma mai riconosciuto come appartenente al povero Barone, al quale nel frattempo fortunatamente l'orecchio, era già ricresciuto.

Intanto il nipote Ottavio, ansioso di mettere le mani sull'eredità dello zio studia un nuovo piano per ucciderlo, per poi far ricadere la colpa sui banditi e ottenere l'eredità dello zio per pagare i propri debiti. Un giorno, all'ora di cena viene incaricato dallo zio, per non interrompere una partita a scacchi che questi stava facendo con Anselmo, di andare a portare la cena alle persone in soffitta e di nascosto mette nella minestra un sonnifero: in tal modo queste, addormentandosi, non avrebbero più potuto mantenere in vita il Barone.
Il Barone infatti quella sera stessa va a dormire e dopo una serie di incubi terribili il mattino dopo non si sveglia. Anselmo entra in camera del barone per portagli il caffè del mattino e si accorge che egli è morto; va a verificare in soffitta se il lavoro procede in maniera costante e vede i sei dipendenti addormentati. Il fedele domestico intuisce l'accaduto, quindi licenzia in tronco le sei persone, ancora addormentate, lasciando loro un bigliettino e comunica la brutta notizia al capo dei Ventiquattro Elle a cui, verificata la morte del Barone e impossibilitati ormai a pretendere alcun riscatto, non resta altro da fare che scappare. I banditi scappano durante la notte su una gigantesca mongolfiera, recuperata nelle immense cantine della villa, ma cadono nei boschi colpiti da un razzo segnalatore lanciato da una gruppo di Scout e vengono catturati dalla polizia.
Intanto, ha inizio il funerale, durante il quale il nipote Ottaviano finge di piangere. Il Barone viene trasportato sul lago con delle barche e le persone presenti, commentanto gli avvenimenti di quelle ultime settimane, non fanno altro che ripetere il suo nome. "il Barone Lamberto di qua …","il Barone Lamberto di la…", ripeti e ripeti e così, mentre la bara viene portata verso il cimitero improvvisamente, dopo una serie di colpi ben assestati dall'interno sul suo coperchio, si apre e ne esce Lamberto, vivo e vegeto e decisissimo a riprendere il controllo della sua vita.

A questo punto, riunitosi tutti in villa, Lamberto, Anselmo, i 24 direttori di Banca e i loro 24 segretari e i sei dipendenti di Lamberto, ripresi dal sonno, il Barone spiega loro il curioso meccanismo che gli ha permesso di ringiovanire. Arrivati alla conclusione che ormai il Barone fosse rinato e che non necessitava più di quella curiosa pratica, i sei dipendenti vengono definitivamente congedati dal loro servizio. In segno di gratitudine o forse per dispetto per non essere più indispensabili, esortati da Delfina riprendono tutti contemporaneamente a pronunciare il nome di Lamberto così velocemente che questi si trasforma, nel giro di pochi minuti, in un tredicenne minuto e spaesato.

L'anziano riccone è ormai tornato ad essere un ragazzino, così niente eredità per Ottavio, ma una seconda vita per Lamberto. Il suo percorso di vita sembra quindi capovolgersi: da vecchio novantenne torna ad essere un ragazzino di tredici anni. Dopo tante peripezie, la storia si conclude con Lamberto tredicenne, con il fedele Anselmo, suo tutore, che insegue il desiderio di unirsi agli artisti di un circo; i banditi catturati e Ottavio in fuga.
In mezzo alle montagne c'è il lago d'Orta.
In mezzo al lago d'Orta, ma non proprio a metà,
c'è l'isola di San Giulio.
Sull'isola di San Giulio c'è la villa del barone Lamberto,
un signore molto vecchio (ha novantatre anni),
assai ricco (possiede ventiquattro banche
in Italia, Svizzera, Hong Kong, Singapore, eccetera),
sempre malato.
Le sue malattie sono ventiquattro.
Solo il maggiordomo Anselmo se le ricorda tutte.
Le tiene elencate in ordine alfabetico
in un piccolo taccuino:
asma, arteriosclerosi, artrite, artrosi,
bronchite cronica, e così avanti fino alla zeta di zoppia.
Accanto ad ogni malattia Anselmo ha annotato
le medicine da prendere,
a che ora del giorno e della notte,
i cibi permessi e quelli vietati,
le raccomandazioni dei dottori
"Stare attenti al sale, che fa aumentare la pressione",
"Limitare lo zucchero, che non va d'accordo con il diabete",
"evitare le emozioni, le scale, le correnti d'aria,
la pioggia, il sole e la luna".
(Incipit)

Il Viaggio Meraviglioso di Nils Holgersson

Nils Holgersson è un ragazzino di poco più di quattordici anni, figlio di braccianti e la sua storia è ambientata nella regione meridionale della Scania, nella Svezia dell'inizio del XX secolo, precisamente nel villaggio di Vesvemmenhög. Il suo passatempo preferito è fare scherzi e cattiverie, specialmente nei confronti degli animali della fattoria, allevati con cura dai suoi genitori. E’ un ragazzo peggio della peste: non aiuta i genitori, spaventa e infligge sofferenza agli animali, fannullone e non ubbidisce mai agli ordini dei suoi.

Una domenica, suo padre e sua madre lo lasciano a leggere un capitolo della bibbia per evitare che combini danni intanto che loro sono a messa. Mentre il ragazzo si dedica a malavoglia alla lettura affidatagli dai genitori, vede un coboldo, una creatura simile a uno gnomo che vive nelle stalle e che porta fortuna a chi abita nella fattoria.

Quel giorno Nils fa l'errore di catturare con un retino per farfalle il piccolo gnomo. L'ometto, arrabbiatissimo, offre al bambino, in cambio della libertà, una bellissima e luccicante moneta d'oro, ma dopo aver inizialmente accettato lo scambio il piccolo Nins ci ripensa è ritenta di catturare lo gnomo che, adirato dal tradimento, gli scaglia contro un sortilegio che trasforma Nils in un coboldo senza poteri magici…Improvvisamente Nils diventa piccolo come lo gnomo e, con grande stupore, scopre di comprendere il linguaggio degli animali. Ma quante gliene dicono gli animali del cortile!! Ora che Nils è così piccolo vogliono vendicarsi di tutti i torti subiti!!! La prima a scagliarglisi addosso è l'oca Martin, la più bella e grande oca del pollaio, che ancora porta la lunga fune che Nils gli aveva legato al collo. Intanto nel cielo transitano sulla fattoria delle oche selvatiche provenienti da Sud e dirette nell'estremo Nord della Scandinavia. Posatesi lì vicino iniziano a schernire e richiamare con le loro strane voci le oche domestiche, "Venite con noi!!" gridano, "Venite con noi in Lapponia!!". Martin sente il richiamo, e preso dalla voglia di avventura decide di aggiungersi allo stormo;  ma quando si accinge al volo Nils cerca di fermarlo ma, troppo piccolo e leggero il ragazzo viene sollevato in volo.  Nils stringe un patto con Marten: l’ocone lo porterà in viaggio fino in Lapponia prima di ricondurlo a casa in autunno e in cambio  Nils aiuterà l’animale domestico nella traversata.
All’inizio lo stormo di oche selvatiche non vorranno tra i piedi nè la lenta oca domestica nè tantomeno un umano trasformato in coboldo ma Nils riuscirà a conquistare la fiducia dello stormo.

Comincia così il fantastico viaggio di Nils in groppa a Marten, l'oca domestica bianca è abbastanza forte da volare a lungo anche se disabituata ai lunghi voli delle sue compagne selvatiche. Lo stormo è comandato da Akka, un'anziana e saggia capostormo, che lo accettarà solo al patto che lui li segua mantenendo il ritmo delle altre oche e senza mai cedere alla fatica.

Durante il viaggio, Nils aiuterà più volte lo stormo a difendersi dagli attacchi di Smirre, il volpone che decide di seguire lo stormo per vendicarsi del ragazzo e ucciderlo. Un viaggio meraviglioso in cui Nils imparerà ad amare gli animali ed a dividere con loro mille avventure fino agli splendidi paesaggi dell'estremo Nord dell'Europa. Il ragazzo imparerà a rispettare e ad aiutare i più deboli e vivrà splendide e, a volte, pericolose avventure. Potendo capire il linguaggio degli animali Nils si renderà conto che anche essi hanno sentimenti e desideri e che meritano rispetto proprio come gli esseri umani e comprenderà che non vanno maltrattati nè derisi. Sorvoleranno i campi coltivati del sud, avranno avventure nel castello di Glimminge dove Nils eliminerà i ratti neri che lo avevano invaso. Assisteranno alla fantastica festa danzante delle gru nel Kullaberg, e nella città di Karlskrona, al museo navale, vedranno le statue animarsi....Tanti amici accompagneranno Nils, a partire dallo stormo del vecchio Akka con Gusta, Gunnar, Ingrid e tutte le altre oche,l'aquila Gorgo, il corvo Bataki  e la terribile volpe Smirre. Un viaggio avventuroso che lo condurrà in volo attraverso la Svezia e la Lapponia: potrà così non solo conoscere meglio e dal vivo la sua terra e scoprire i valori dell'amicizia, della fedeltà del rispetto degli altri e dell'ambiente

Nils riuscirà a tornare ragazzo solo al ritorno alla sua fattoria, quando, per salvare la vita all'amato amico Martin, destinato a finire in padella, deciderà di farsi vedere dai genitori anche se con l'aspetto da coboldo. L'estremo gesto di amicizia farà ricredere lo gnomo ancora arrabbiato che ridarà al bambino le sue dimensioni normali.
La mattina seguente lo stormo di Akka riprenderà il volo verso il sud; al confine della fattoria ed il bimbo griderà alle belle oche selvatiche, per l'ultima volta, "addio, addio!!" , "Grazie  e addio!". Ma nel cielo d'autunno non si distinguerà che un lontano starnazzare. Che sia la lontananza o il linguaggio che ormai il giovane Nils non comprende più?....
C'era una volta un ragazzo.
Aveva circa quattordici anni, era alto,
con bei lineamenti e capelli biondi come il lino.
Purtroppo, era uno scansafatiche.
(Incipit)