Avventure di corte e di cortile - Giovanni Arpino


Esisteva una volta un piccolissimo regno: una casa, un cortile, una stalla, una collina, un fiume, un bosco ed un po' di filo spinato. Il re di questo modesto regno era Re Francore, re semplice e contadino, poco abituato a ricevimenti e frequentazioni illustri. La moglie, Regina Regilda era donna dedita a casa e cucina. I regnanti avevano un figlio maschio, il pigrissimo e sfaccendato Kiki, capellone musicista, e sette gemelle femmine, smorfiosette e frivole. Al loro servizio vi erano il contabile reale Filodiferro, così chiamato per la sua magrezza, il Capitano Gilindo, capo delle guardie reali, e il cuoco Panada. A completare l'allegra compagnia c'erano infine Rabadan, un vecchio cane sdentato, e Gasepio, un gatto mezzo scemo.

Da qualche tempo la famiglia reale era perseguitata da strani furti. Capitava che un Cavaliere Misterioso rubasse cibarie dalle cucine. A dire il vero nessuno lo aveva mai visto, ma poiché le indagini delle guardie reali non portavano a nessun risultato, vennero reclutati tre figuri: il poliziotto Sberla, il fedele assistente bassotto-poliziotto Badòla ed il pagliaccio Cipria, aggregatosi più per fame che per convinzione. Nonostante le indagini dei nuovi arrivati, al manifestarsi dell'ennesimo furto fu Kiki a prendere in mano la situazione: con Rabadan e Gasepio al guinzaglio, si avventurò nel bosco alla ricerca del misterioso nemico.

Su indicazione di due personaggi conosciuti nel bosco, la deliziosa piccola strega Sonnambula ed il frate Indormento, un curioso eremita dalla vista sdoppiata, Kiki raggiunse un popolo che trascorreva la vita nascosto tra i rami del bosco, senza lavorare, senza studiare, e che sopravviveva con i viveri forniti dal Cavaliere Misterioso. Loro rappresentante era il Conte Panni-Altrui, un timidissimo omino, che dopo un passato vissuto in nome dell'altruismo (mettersi nei "panni altrui"), deluso dall'ingratitudine umana, si era ritirato nel bosco. Quella stessa notte i tre avventurieri conobbero Paloma, una scimmia a servizio del Cavaliere Misterioso che eseguiva i furti nelle cucine. Fu Paloma a condurli al rifugio del Cavaliere Misterioso, che non era altro che un vecchio pieno di acciacchi. La trattativa fu veloce: un sacco di patate al giorno, un chilo di salame ogni domenica, sei sigari, unguento per reumatismi e caramelle ogni settimana ed i furti sarebbero cessati.

Alla corte di Francore intanto il re aveva organizzato un solenne torneo gastronomico per attirare il Cavaliere Misterioso: vincitore sarebbe stato il mangiatore più agguerrito, che si sarebbe portato a casa una preziosissima corona tempestata di pietre preziose. Kiki, tornato a casa a festa iniziata, informò il padre di quanto accaduto nel bosco ed il re, notoriamente buona forchetta, per salvare il premio messo in palio, riuscì ad aggiudicarsi il primo posto al torneo. Certo, nei giorni seguenti Re Francore soffrì di forti mal di stomaco e mal di testa, ma dopo quei fatti nel regno finalmente tornò la pace e l'armonia.
C'era una volta un Re...
"Ancora?", sento protestate da palchi,
platea, loggione, barcacce, corridoi.
Beh, si, ancora, anche perché
questo Re era un Re diverso,
che non ha mai avuto da spartire
con le famose Dinastie degli Asburgo,
degli Orleans, dei Borbone,
non ha neppure conosciuto di vista
gli zar di tutte le antiche Russie,
e nemmeno ebbe mai a che fare con
i re delle carte, dei dadi, degli scacchi,
o di altre celebri favole coronate.

(Incipit)

Stress


("Lucrezia" di Silvia Ziche)
I computer sono inutili,
possono dare solo risposte
(Pablo Picasso)

La mensola con i piedini


Idea veloce e pratica per rendere più eleganti i termosifoni, ma senza soffocarli e senza bucare il muro.
Bastano una mensola, dei piedini di gomma morbida e un po' di silicone applicato con cura. 
Non importa quanto freddo sia l'inverno,
dopo c'è sempre la primavera
(Eddie Vedder)

Il nostro tempo

 
Il nostro tempo è limitato,
per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro.
Non facciamoci intrappolare dai dogmi,
che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone.
Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui
offuschi la nostra voce interiore.
E, cosa più importante di tutte,
dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore
e la nostra intuizione.
In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare.
Tutto il resto è secondario.
(Steve Jobs)