Gli orti di via Feltrinelli

Percorrendo la tangenziale est di Milano in direzione Corvetto, all’altezza di via Rogoredo, appaiono sulla destra, ben visibili, diversi appezzamenti di terra allestiti, in modo un po’ disordinato ed artigianale, ad orto. Sono circa duecento piccoli lotti di proprietà, pare, del Comune di Milano, e se ne curano, coltivandoli e raccogliendone i frutti, diverse persone legate a Rogoredo, o perché ci hanno vissuto, o perché ci vivono tutt’ora.

Qui, in barba alla frenesia della vita di città, si raccoglie frutta e verdura di ogni tipo e alle colture tradizionali se ne sono state affiancate altre più curiose come quello dello zafferano e del melograno. Uno degli appezzamenti vanta la presenza di un albero antichissimo, un raro esemplare di ginkgo biloba, e c’è anche chi, poco più in là, ha costruito una piccola serra e un casotto, con tanto di pergolato, sotto cui rifugiarsi al fresco nelle afose giornate estive; scorre poi, lì vicino, un canale dall’acqua limpida, ricco di pesci e di gamberi.

La storia degli orti di via Feltrinelli è storia semplice ma antica. Un tempo, questa striscia di terra apparteneva al canale navigabile. Gli orti sono lì da oltre un secolo, quando non esisteva ancora l’attuale via Feltrinelli e vi si accedeva dalla via Monte Piana, in passato strada chiusa, che sboccava proprio su di essi. Quando venne costruita la via Feltrinelli, gli orti furono spostati più a est, verso la tangenziale. Oggi vi si è aggiunta una striscia di terra nuova, che parte dall’attuale sede del tiro con l’arco e prosegue lungo un verde terreno collinare, sempre adiacente alla tangenziale, dove non è inusuale avvistare fagiani, germani e altri uccelli selvatici (numerosi cittadini, che abitano nelle vicinanze, hanno in passato ripetutamente visto cacciatori e sentito spari molto vicini alle loro case). Questa nuova parte collinare ha origine dalla terra di riporto lì spostata durante i lavori di costruzione del  limitrofo quartiere Santa Giulia, quartiere che occupa oggi gli spazi un tempo occupati dagli stabilimenti chimici Montecatini Edison e dalle Acciaierie Redaelli.

Tratto dall’articolo di 7giorni del 7 aprile 2012

La lattuga è divina
benché non sia certa
che sia davvero cibo
(Diana Vreeland)

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I colori maturano la notte
(Alda Merini)

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La mia invenzione è destinata
a non avere alcun successo commerciale
(Louis Lumière)

Uso consapevole delle nuove tecnologie ?

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C'è vero progresso solo quando
i vantaggi di una nuova tecnologia
diventano per tutti
(Henry Ford)