La Seconda Guerra Mondiale - Appunti di Storia


La prima guerra mondiale portò a tutti i Paesi d’Europa crisi e miseria, tra i vincitori come tra i vinti. Cessò così il predominio mondiale dell’Europa, mentre si affermava quello di due nuove potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica. Specialmente gli Stati Uniti, grazie all’enorme apparato industriale, commerciale e finanziario, si imposero come potenza dominante, anche sul modo di vivere. Un fenomeno tipico dell’epoca fu la crescita dei movimenti popolari che, in tutti i Paesi, posero nuovi problemi ai vari Governi. Si svilupparono anche i movimenti per l’emancipazione femminile.

Vent’anni dopo la fine della grande guerra, il mondo intero cade nuovamente preda di un conflitto violento e devastante che vede contrapposti nello scontro decisivo i sostenitori del  dispotismo totalitario, aggressivo e razzista e chi combatte per la propria e per la libertà altrui. Quella che si svolge tra il 1939 e il 1945 è una guerra totale, condotta con mezzi potenti e finalizzata all’annientamento del nemico. Una guerra che coinvolge come non mai intere popolazioni civili e un teatro geografico sconfinato, esteso ad ogni parte del mondo.

Il primo grande successo della strategia di espansione delle Germania fu l’annessione nel marzo 1938 dell’Austria alla Germania. La popolazione austriaca accolse con entusiasmo l’occupazione tedesca tanto che nel referendum successivo la quasi totalità della popolazione austriaca votò a favore dell’annessione.


La Seconda Guerra Mondiale si apre il 1° settembre 1939 con l’invasione Nazista della Polonia, costringendola alla resa in meno di tre settimane. Francia e Regno Unito il 3 settembre 1939 dichiarano guerra alla Germania.

L’Unione Sovietica occupò la Polonia Orientale per poi proseguire verso altri stati ( Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia). Nel 1940 anche la Germania riprese l’iniziativa e occupò altri paesi (Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda e Francia). In questi stati i nazisti imposero governi collaborazionisti cioè fatti da persone disposte a collaborare con gli invasori.

Il 10 giugno 1940 anche l’Italia entra in guerra: il travolgente successo tedesco induce infatti Mussolini, già legato ai tedeschi dal Patto di acciaio (alleanza militare che prevedeva che se uno dei due paesi si fosse trovato in un conflitto l’altro avrebbe dovuto schierarsi al suo fianco),  a entrare in Guerra al fianco della Germania. La Francia ormai stava crollando e l’iniziativa dell’Italia fu per lei un colpo molto duro.  Le strategie militari italiane risultano però presto fallimentari, tanto che vanno progressivamente perdute tutte le colonie d’Africa. L’Italia si ritrovò relegata ad un ruolo puramente subalterno all’alleato tedesco. L’esercito italiano disponeva di armamenti limitati e oltretutto arretrati. Le prime iniziative dell’Italia rivelarono subito l’insufficienza delle sue forze armate. Il tentativo di strappare Malta agli inglesi fallì. Ma il fallimento più grave fu il tentativo di invasione della Grecia.

Con la sconfitta della Francia, Hitler era riuscito ad imporre il dominio tedesco sull’Europa. Restava solo la Gran Bretagna a contrastarlo;  infatti il governo inglese, guidato da Winston Churchill, respinse le proposte di pace avanzate dal Furher. Vista l’impossibilità di raggiungere un accordo, Hitler decise di invadere la Gran Bretagna. Per due mesi l’aviazione britannica ( la RAF = Royal Air Force) e quella tedesca si scontrarono nella “battaglia d’Inghilterra”. La RAF riuscì ad infliggere pesanti perdite ai tedeschi. Perciò il 17 settembre Hitler rinunciò al progetto di invadere la Gran Bretagna.

Il 22 giugno 1941 iniziò l’invasione, seguendo il cosiddetto “piano Barbarossa”, che prevedeva il rapido annientamento di ogni resistenza sovietica. Il 7 dicembre 1941 un inatteso intervento causò una svolta decisiva nella guerra: il Giappone, senza dichiararazione di Guerra, scatena un massiccio bombardamento sulla base statunitense di Pearl Harbour, nelle isole Hawaii. Questo evento indusse gli americani ad entrare anch’essi nel conflitto, ormai mondiale. L’intervento degli Usa nel conflitto imprime una svolta decisiva alla guerra.

Nel 1942  le armate tedesche controllano un territorio vastissimo, che comprende la Francia, L’Europa Centrale, la Scandinavia, la penisola Balcanica e la pianura Russa fino alle porte di Mosca. Nel luglio 1943 gli americani sbarcano in Sicilia e il regime fascista, ormai in crisi crolla. Gli americani  vennero accolti dalla popolazione come dei liberatori. Gli italiani volevano la fine della guerra ma erano anche stanchi del fascismo. Nel marzo 1943 vi furono molti scioperi operai contro il di esso. Di fronte a questa situazione il Gran Consiglio del Fascismo votò la sfiducia a Mussolini (25 luglio 1943). Mussolini viene arrestato e sale al governo il generale Badoglio che, all’insaputa della Germania, firmo l’armistizio con Gran Bretagna e Stati Uniti, proclamato l’8 settembre 1943. Ma nessuno diede al popolo e all’esercito le indicazione per affrontare la nuova situazione. I tedeschi occuparono l’Italia centrale e settentrionale e il 12 settembre liberarono Mussolini. Hitler consentì al duce di fondare nel nord la Repubblica sociale italiana, con sede a Salò (la Repubblica di Salò). Ora l’Italia era divisa in due: Il centro nord sotto la repubblica di Salò e il sud dove sopravviveva il Regno d’Italia.

Nel giugno 1944, con lo sbarco in Normandia  gli Anglo Americani si muovono verso la Germania, così che i tedeschi dovettero ritirarsi. Alla metà di settembre la Francia era completamente liberata. Ad est, intanto, la Germania doveva subire una forte controffensiva russa. Nel 1945 la sorte della Germania appariva segnata. La Guerra in  Italia finisce il 25 aprile 1945, giorno della liberazione. Il 28 aprile Mussolini fu catturato e fucilato. Il 30 aprile 1945 Hitler si uccise nel suo rifugio sotterraneo a Berlino.  Il 7 maggio la Germania firma la resa senza condizioni. La Guerra nel frattempo continua nel Pacifico dove i Giapponesi si opponevano agli Americani. Gli Usa decisero di utilizzare la Bomba atomica. Il 6 e 9 agosto 1945 due ordigni nucleari furono sganciati sulle città di Hiroshima e Nagasaki provocando migliaia di vittime. Fu allora che anche il Giappone si arrese e il 2 settembre 1945 firmò la resa. La seconda guerra mondiale si chiudeva con 50 milioni di morti. 
Ogni guerra viene iniziata con i pretesti più futili,
portata avanti con buone ragioni
e conclusa con le giustificazioni più false
(Arthur Schnitzler)